Lago di Garda
  Lago di Garda
  La conquista Romana
  Le guerre del XVI secolo
  La guerra di Indipendenza
  La Rocca Scaligera
  Le Grotte di Catullo
  Persone illustri
  Parchi Divertimento
  Prodotti tipici
  Previsioni Meteo
Barra di navigazione: Il Lago di Garda > La Terza guerra di Indipendenza > La città di Desenzano

LA CITTA’ DI DESENZANO

Desenzano del Garda è una delle località più incantevoli che si affacciano sul lago di Garda. Si trova al centro di un golfo ampissimo tra il Monte Corno e la penisola di Sirmione. Il nome della città deriva da un nome proprio di persona, Decentius, probabilmente il ricco romano proprietario di una villa del IV secolo di cui si possono ammirare numerosi resti.

A sud di Desenzano si trova l’anfiteatro morenico più grande d’Italia dove si possono fare distensive e salutari passeggiate, in poco più di un’ora si può arrivare addirittura fino al Monte Baldo. Il Comune assunse l’attuale nome solo nel 1926, quando fu unito al Comune di Rivoltella che venne soppresso. Desenzano si può raggiungere con la linea ferroviaria, con il servizio di corriere o attraverso l’autostrada A4 – Serenissima. Chi ama volare può approfittare dei vicini aeroporti di Montichiari e di Verona per raggiungere il lago e trascorrere un piacevole soggiorno.

   

I primi insediamenti umani in questa regione risalgono all’Età del Bronzo, circa 2000 anni a.C., e sono stati rinvenuti nell’anfiteatro morenico Benacense. L'età del Bronzo in Italia comprende un periodo di oltre mille anni ed è convenzionalmente suddivisa in: Bronzo Antico (2200 - 1600 a.C.), Bronzo Medio (1600 - 1300 a.C.), Bronzo Recente (1300 - 1200 / 1150), Bronzo Finale (1200 / 1150 - 900 a.C.) Durante l'antica età del Bronzo la popolazione occupava tutta l'area benacense, il Trentino, gran parte della Lombardia e del Veneto. Queste popolazioni, che vivevano in piccoli villaggi palafitticoli lungo le rive del lago di Garda, diedero origine ad una cultura "cultura di Polada", dalla torbiera in comune di Lonato dove è stata individuata per la prima volta.

In quest'epoca furono fondati moltissimi villaggi palafitticoli lungo le rive del lago di Garda e dei piccoli bacini dell'anfiteatro morenico. Nel Museo Archeologico, in origine chiostro di S. Maria de Senioribus, sono conservati in teche di vetro preziosi reperti di quel lontano periodo, tra i quali il più importante è sicuramente l’aratro di legno più antico del mondo, trovato nella zona del Lavagnone. Il museo è intitolato allo studioso Giovanni Rambotti che scoprì l’insediamento della cultura di Polada (2000 a.C.). I numerosi resti di ville romane trovate nella zona fanno credere che il lago fosse stato eletto come residenza per le vacanze di molte ricche famiglie romane, inoltre qui passava, favorendo i collegamenti ed i commerci, l’antica via Emilia che collegava Brescia a Verona.

La Villa romana di Decentius fu costruita tra la fine dell’età repubblicana e la fine dell’età imperiale (I sec. a.C. e V sec. D.C.), si affacciava sul lago e i molti moli e attracchi rinvenuti indicavano lo sfruttamento dell’ambiente lacustre, sia per uso personale sia per i commerci. La villa, distrutta all’epoca delle invasioni barbariche, era ricca di mosaici, molti dei quali sono giunti a noi quasi integri, che mostrano amorini su bighe, menadi e satiri, Orfeo con un cane e una pecora, belve feroci e animali selvatici.
Proprio per fronteggiare i nemici fu costruito intorno al X secolo il Castello, in cima ad una collina, sulle precedenti costruzioni di un castrum romano di forma quadrangolare. All’interno vi era un piccolo borgo con strade, piazze, campanile e la chiesa dedicata a Sant’Ambrogio dove risiedeva la popolazione in cerca di protezione.

Nel 1426 con il dominio di Venezio la città entrò a far parte della Magnifica Patria, diventando un importante centro commerciale, grazie al mercato del grano, e culturale in quanto si tenevano nella città pubblici insegnamenti e si costituì addirittura una Accademia. Il 500 fu segnato da sventure ed invasioni, come i saccheggi da parte delle truppe tedesche, il passaggio dei lanzichenecchi e l’epidemia di peste. In particolare la città fu testimone di scontri e battaglie, come quando durante la seconda guerra d’Indipendenza fu teatro della battaglia di S. Martino e Solforino, la più feroce e cruenta di quelle combattute per l’Indipendenza e l’unità di Italia.

A San Martino, a sud del territorio di Desenzano, si trova la torre che fu innalzata nel 1893 a memoria della drammatica giornata del 24 giugno 1859 quando per ben 15 ore si scontrò l’esercito franco-piemontese con quello austriaco. Il risultato fu la morte di oltre 25.000 soldati. I feriti furono 15.000 e proprio per medicarli ed assisterli lo svizzero Henry Dunant ideò e fondò la Croce Rossa Internazionale. Egli organizzò l’attività di assistenza facendo trasportare tutti i feriti, senza distinzione di divisa, presso il Duomo di Castiglione delle Stiviere. Per la sua attività fu insignito del premio Nobel.

La Torre di San Martino della Battaglia è uno dei monumenti di Desenzano più importanti, fu costruita nel 1878 sulla collina di San Martino, non molto distante dall’Ossario, con il progetto dell’arch. Frizioni di Bergamo e degli ingegneri Fattori, Monterumici e Cavalieri. La torre è alta 74 metri, all’ingresso vi è la statua di Vittorio Emanuele II e le pareti sono state dipinte da Vittorio Bressanin di Venezia. Le sale che si attraversano salendo una rampa di scale sono dedicate agli episodi delle guerre risorgimentali. Dall’alto di questa torre si osserva un panorama unico, da togliere il fiato e far dimenticare gli orrori della guerra: il lago in tutto il suo splendore sembra abbracciato dai monti circostanti, le colline moreniche sono ricoperte da vigneti e da uliveti mentre la pianura invita a passeggiate naturistiche e geologiche.
E' vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito.
Per informazioni rivolgersi a info@sullagodigarda.com