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BIANCA MARIA SIMONELLI (attrice e modella)

Bianca Maria Simonelli era nata a Gardone Riviera sul Lago di Garda il 20 marzo 1933, orfana di madre giovanissima si era trasferita a Roma per realizzare il suo sogno di diventare una cantante lirica. Per mantenersi agli studi di canto e di pianoforte, fece la modella nella nota sartoria dello stilista Gattinoni. Negli anni 50 vinse sia l'abito d'oro, cioè l'Oscar come migliore indossatrice italiana, che la palma d'argento per l'eleganza. Realizzò il suo sogno di cantante debuttando nel 1960 a Norimberga nella "Boheme". A causa di gravi problemi di salute dovette rinunciare a fare la cantante, continuò così il suo lavoro di modella e di attrice di fotoromanzi.

ANDREA MAFFEI (poeta)

Andrea Maffei (Molina di Ledro, 1798 – Milano, 1885) poeta italiano, discepolo di Vincenzo Monti fece parte della corrente classicista del XIX secolo. Fu un buon conoscitore delle lingue straniere per cui tradusse molte opere dalla lingua tedesca e inglese, fra gli autori tradotti ci sono Schiller, Otello, Shakespeare, molte opere di Goethe, tra cui il Faust, ed il Paradiso Perduto di Milton. Oltre ad essere traduttore fu anche un poeta ed un romanziere. Scrisse il libretto de I Masnadieri, di Schiller, per Giuseppe Verdi, tradusse anche alcuni versi del Macbeth per Francesco Maria Piave. Nel 1879 venne nominato senatore del Regno e partecipò alla vita politica italiana. Dalla metà dell'Ottocento egli visse frequentemente a Riva del Garda, dove predispose la sua cospicua collezione d'arte.

   

"Fra i poeti dialettali, questa è l'originalità inconfondibile del Floriani: egli è il poeta della montagna, è lo è con un accoramento così umano, che bisogna davvero invidiarlo e insieme volergli bene". (dalla prefazione di Giuseppe Zoppi a "I tre canzonieri" Febbraio 1928)

GIACOMO FLORIANI (poeta)

Giacomo Floriani, nacque il 20/01/1889 a Riva. Figlio di contadini e nipote di pastori, fu autodidatta, non terminò nemmeno le scuole elementari, passando giovanissimo al lavoro, prima come garzone di bottega nella tipografia Benatti e poi nello Stabilimento Grafico Benacense. Irredentista e socialista, fu corrispondente de "Il Popolo" di Cesare Battisti. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò come volontario nell'Esercito Italiano. Finita la Grande Guerra, si impiegò presso La Cassa Distrettuale di Malattia di Riva dove lavorò per quasi quaranta anni fino al 1957. Amò profondamente la montagna e la cantò in numerose delle sue oltre 100 composizioni poetiche, insieme al lago, le cime dei monti, i boschi, i fiori, le albe e i tramonti. L'umile montanaro, che non aveva mai frequentato la scuola valorizzò la lingua e la cultura del posto, attraverso una poesia semplice ma espressiva, vicina alla gente umile, cantando le cose semplici e rincorrendo le nuvole. Morì, sempre a Riva del Garda, il 28/04/1968.

GIANCARLO MARONI (architetto del Vittoriale)

Giancarlo Maroni nacque nel 1893 ad Arco (Trento), studiò all’Accademia di Brera, dal 1910 al 1915. Crebbe alla scuola del Mentessi e di Moretti e Cattaneo. Si accostò al mondo arcano della geometria, delle belle proporzioni, dei rapporti modulari in cui si alternano archi e piattabande, archivolti e architravi. Arruolatosi volontario nel 1915 per la liberazione di Trento e Trieste fu insignito della medaglia d’argento. Grazie alla progettazione di costruzioni poté fregiarsi per legge del titolo di architetto. Nella seconda metà del 1921 iniziò la sua attività alla Villa Cargnacco, acquistata da Gabriele D'Annunzio a Gardone, dove lavorò per ben diciassette anni, fino alla morte del poeta. Sui suoi articolati rapporti con d’Annunzio c’è la testimonianza dell’Operti: “... Le discussioni grosse l’architetto le sosteneva sui disegni, le prospettive e finiva col fare a modo proprio. D’Annunzio lo rampognava furiosamente, lo chiamava persecutore e nemico, poi si riconciliava, a cose fatte riconosceva che andava bene così. Erano nature opposte, destinate ad accordarsi, seppure con qualche difficoltà”. Morì nel 1952 e fu sepolto nel Mausoleo del Vittoriale.
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